Se le orecchie prendono una brutta piega

Con le orecchie a ventola si nasce e si può vivere tranquillamente. Ma se l’inestetismo mette a disagio o fa nascere complessi, allora é il caso di valutare il ricorso all’intervento chirurgico. Tecnica soft, anestesia locale, regime day hospital: oggi l’auricoplastica, grazie anche all’impiego del laser, si fa meno traumatica tanto da essere applicata senza riserve anche a bambini in età prescolare.

Intanto per precisare non si dicono “orecchie a sventola “ bensì “a ventola”.  Come appaiono questo tipo di orecchie l’abbiamo presente più o meno tutti così come più o meno tutti possiamo immaginare l’origine dell’intestetismo: una malformazione della cartilagine che, non piegandosi formando una sorta di conca, rimane dritta e piatta. Le orecchie a ventola sono un “difetto” congenito (presente cioé sin dalla nascita), a volte ereditario e confinato prettamente al campo estetico (la malformazione non interferisce in alcuna maniera con la funzionalità dell’organo uditivo). Chi vive con disagio il fatto di avere un padiglione auricolare fuori misura (sia nella forma che nelle dimensioni) può ricorrere all’auricoplastica. L’intervento si avvale di strumentazioni e procedure d’avanguardia (tra cui figura il laser CO2 pulsato) e viene realizzato in regime day hospital.

Si tratta di una chirurgia mini-invasiva  indicata anche a pazienti in tenera età, che possono oggi beneficiare di una degenza di sole poche ore e di una convalescenza ridotta e priva di disagi.

ORECCHIE: TUTTE E DUE OPPURE SOLO UNA?

Non é detto che la forma a ventola interessi entrambe le orecchie: in alcuni casi il problema può essere monolaterale, riguardare cioé un solo orecchio. La correzione chirurgica può essere presa in considerazione anche nel caso di una vistosa asimmetria oppure in assenza dell’antelice (il margine ripiegato dell’orecchio, inesistente nel 70% dei casi di orecchie a ventola), che viene così ricotruito. I risultati di un’auricoplastica risultano ancor più apprezzabili dall’assenza di cicatrici visibili: essendo sulla piega retroauricolare, non risulteranno evidenti.

QUANDO RICORRERE ALL’ OTOPLASTICA?

Già a partire dai 5-6 anni: dopo quest’età, infatti, le orecchie non subiscono rilevanti modificazioni e nel contempo si possono prevenire quei comprensibili complessi che possno manifestarsi anche in un bambino piccolo. Sulla questione sono concordi anche gli psicologi: meglio intervenire in età pre-scolare non solo per migliorare l’estetica ma anche pere non incrinare l’immagine di sé.

IL PRE-OPERATORIO

L’ otoplastica a mezzo laser non presenta controindicazioni e non richede particolari accorgimenti pre-operatori. Trattandosi comunque pur sempre di un intervento chirurgico, vengono prescritte alcune indagini cliniche (tra cui l’esame del sangue, delle urine e l’elettrocardiogramma) per accertare il buono stato di salute generale.

COME SI INTERVIENE

Incidendo il solco retroauricolare e modificando la cartilagine sia nella forma che nelle dimensioni (asportando eventualmente una sezione di cute). Se é necessaria la ricostruzione della “tubulatura” che rifinisce l’orecchio, ovvero l’antelice, si ripiega la cartilagine con alcuni punti di sutura. La procedura richiede una ventina di minuti per orecchio e la medicazione consiste nell’applicazione di un cerotto chirurgico e di un bendaggio elastico, utile per comprimere – nei primi giorni – i padiglioni auricolari. Un ciclo di linfodrenaggio manuale aiuterà ad accelerare il riassorbimento dell’edema e delle ecchimosi.

 

IL POST-OPERATORIO

Eseguita l’  otoplastica , il ritorno al sociale avviene in sette/dieci giorni. Per non compromettere o non rallentare la guarigione dei tessuti operati, il dottor Carlo Alberto Pallaoto suggerisce é questi semplici accorgimenti:

¨    Evitare l’esposizione ai raggi Uva per almeno i primi 20 giorni e comunque non prima della completa guarigione.

¨    Indossare nei primi giorni capi che si infilano dalle braccia così da non dover sottoporre le orecchie a sfregamenti.

¨    Non praticare nelle prime settimane sport o attività che possano esporre le orecchie a traumi.


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